Autore: Vito di Taranto
Edizione: Novembre 2007
Pagine: 116
Le macchine che caratterizzano il mondo denominato “movimento terra” suscitano interesse e curiosità presso un vasto pubblico di osservatori. Gli elevati contenuti tecnologici impiegati nelle diverse applicazioni per gestire le attrezzature operative e le potenze dei mezzi meccanici catturano l’attenzione non solo di quelle persone che sono inserite nello specifico campo di utilizzazione ma anche di quelle che risultano completamente estranee alle attività del settore.In alcuni casi i nomi delle aziende costruttrici sono usciti con prepotenza dallo specifico campo di impiego per arrivare nel mondo dell’oggettistica da scrivania, nel filone dell’abbigliamento selezionato ed in altri svariati rami merceologici che hanno contribuito a creare il mito di taluni modelli o più in generale di alcune case.Ai margini della gamma delle macchine impiegate nel mondo del movimento terra vi è una famiglia di mezzi che, pur mantenendo fede, nella quasi totalità delle applicazioni, alle più tradizionali soluzioni tecniche, ha subito un tale processo di sviluppo delle proprie capacità operative da far registrare una impennata degli usuali parametri caratteristici come pesi, ingombri dimensionali, potenze ecc…L’ambito di applicazione di questi ultimi mezzi è quello dell’estrazione del materiale grezzo nelle vaste miniere a cielo aperto; nelle pagine che seguono viene presentata una sintetica descrizione dei più grandi mezzi presenti oggi nel mondo in questo specifico settore.Nei tre capitoli che seguono, vengono esaminate rispettivamente le categorie:escavatori idraulici, caricatori gommati e dumpers rigidi.All’inizio di ogni capitolo viene data una illustrazione delle caratteristiche principali della generica categoria di appartenenza di una macchina, prescindendo dagli elementi che differenziano un modello rispetto ad un altro, ed una presentazione di alcuni degli aspetti tecnici ed economici che ne caratterizzanole problematiche generali. In una successiva sezione viene fornita una descrizione dei parametri operativi, delle prestazioni e delle soluzioni che caratterizzano la singola macchina e la corrispondente filosofia della casa costruttrice.Al lettore più attento potrebbero sembrare escluse, da questa presentazione, quelle tipologie di mezzi, come gli escavatori elettrici a fune, le draglines o le bucket wheels che, pur operando spesso nel medesimo settore dell’estrazione in miniera, non rappresentano oggi una evoluzione tecnica di modelli di macchinepresenti in applicazioni di più largo impiego. Inoltre, contrariamente a quanto si verifica per le macchine tradizionali del movimento terra, questi modelli sembrano aver perso, per caratteristiche dimensionali e complessità gestionali, quella connotazione tipica, ed a volte anche affascinante, che ancora vede il mezzo meccanico completamente gestito da un singolo uomo. Per avere una idea di quanto grandi possano ad esempio essere queste ultime macchine basti pensare che il peso di una macchina escavatrice a ruota continua, come la Krupp di Hambach Mine di Rheinbraun, ha raggiunto valori di circa 13.500 t (14.900 ton), contro le 980 t circa (1.080 ton) del più grande escavatore idraulico attualmente presente al mondo, il modello O&K RH 400.Oggi più che negli anni passati è possibile intravedere un filone tematico che unisce lo sviluppo delle grandi macchine movimento terra. Non è infatti un caso che le pochissime unità costruite dell’escavatore idraulico appena menzionato si concentrino in una regione come il Canada. Il costo di estrazione del petroliocontenuto nelle così chiamate sabbie bituminose, di cui è ricchissima la zona dell’Alberta ed in particolare l’Athabasca, la zona del Peace River e le regioni Cold Lakes, diviene ultimamente sempre più appetibile per le grandi società petrolifere, grazie allo sviluppo di tecnologie fino a pochi anni fa non disponibili.In questo quadro ben si comprende il ruolo della competizione che si è innescata tra le case costruttrici delle grandi macchine movimento terra che hanno sostanzialmente consentito di abbassare il costo della singola tonnellata di materiale movimentato.Le riserve di greggio contenute nelle sabbie bituminose del Canada sono stimate in più di 174 miliardi di barili, il che consente di “sistemare” questo paese nel secondo posto al mondo per riserve di petrolio disponibili. Qualcuno spinge avanti questa stima ritenendo che i paesi sauditi che attualmente guidano laclassifica, saranno ben presto distaccati di gran lunga. Ecco che i colossi del settore si sono insediati in questa regione e richiamano investimenti impressionanti.Nell’area di Fort McMurray si stanno per materializzare 86,7 miliardi di dollari, nell’arco di 10 anni, i quali potrebbero ulteriormente lievitare se il prezzo del greggio dovesse rimanere alle stelle.Tutto ciò continuerà a contribuire allo sviluppo degli argomenti trattati in questo libro anche se difficilmente le grandi macchine popoleranno altri paesi al di fuori di quelli menzionati.Per quanto detto non deve meravigliare il fatto che la terminologia tecnica che accompagna il settore dei mezzi da miniera sia ricca di contributi anglosassoni; non sempre è stato quindi possibile, nella presente descrizione, ricondurre il loro significato ad equivalenti vocaboli della lingua italiana; di fianco al nomedel generico componente, si è quindi preferito evidenziare anche il termine tecnico originale.Per maggiore comodità di interpretazione, e di fedeltà ai dati forniti dalle case costruttrici, i valori delle grandezze fisiche caratteristiche delle macchine e delle loro prestazioni sono stati indicati utilizzando il Sistema Internazionale SI di misura. Secondariamente sono state indicate, di volta in volta, anche le unità“americane”. Il livello di approfondimento degli argomenti trattati non consente certamente di considerare il presente lavoro come appartenente alla categoria dei libri di testo tecnici. Tuttavia è da rilevare che, se da una parte la qualità delle immagini e delle foto raccolte - quasi tutte ufficialmente fornite dalle rispettive case costruttrici – suscita la curiosità del generico lettore per la particolarità dei paesaggi da miniera all’interno dei quali sono immersi questi giganteschi mezzi meccanici, dall’altra, il dettaglio delle informazioni e la metodologia con la quale è stata strutturata la descrizione imprimono a questo lavoro, e soprattutto nelle sezioni di approfondimento che seguono l’introduzione al singolo paragrafo, un carattere non sempre semplicisticamente amatoriale.Di ciò si deve probabilmente chiedere scusa.
Per supportare l’attenzione che il lettore più agguerrito vorrà comunque gentilmente prestare a questo tipo di materia, giova inoltre far presente che in altri paesi, come ad esempio gli Stati Uniti e la Germania, esiste una letteratura specifica per questo tipo di macchine che raccoglie discreti consensi; molteplici sono anche i siti internet sui quali vengono riprodotte immagini e fotografie che descrivono la meccanica delle grandi macchine movimento terra










